22-01-2021

Allora! Com'è questa storia delle carenze di ferro?

Ancora oggi, qualche volta, il settore dei vitelli viene messo in relazione a casi del passato. Spesso si legge di vitelli con una carenza di emoglobina (ferro). Come mai? Lo abbiamo chiesto ad Albert Wouters (responsabile allevamento di vitelli).


Ancora oggi, qualche volta, il settore dei vitelli viene messo in relazione a casi del passato. In realtà, il settore dei vitelli è in costante sviluppo. Circa 25 anni fa abbiamo assistito al passaggio dai box individuali alla stabulazione in gruppi, poi alla riduzione degli antibiotici, infine, più di recente, abbiamo visto il miglioramento delle razioni alimentari per i vitelli. In passato l'anemia ha rappresentato un problema per il settore dei vitelli. Albert Wouters (Responsabile Allevamento presso il VanDrie Group) spiega: "Il fatto che questo argomento, nella memoria collettiva, continui ad essere legato al settore è comprensibile. Per tutelare la salute dei nostri vitelli combattiamo attivamente le carenze di ferro e lo facciamo con successo da oltre un decennio.”

L'anemia comporta un tasso di emoglobina nel sangue troppo basso. La carenza di emoglobina può causare problemi sia di salute sia di benessere. Un vitello anemico, per esempio, assorbe meno ossigeno nel sangue. Albert precisa: "Per questo, uno degli obiettivi della nostra filiera è quello di mantenere il tasso di emoglobina nel sangue dei nostri vitelli al valore medio di 6 millimoli per litro. Questo valore è nettamente più alto dello standard minimo europeo, pari a 4,5 millimoli per litro.

Quali sono le azioni intraprese per tutelare il più possibile la salute? Albert risponde: "Nei nostri allevamenti, i vitelli ricevono sia latte per vitelli sia mangime misto ricco di fibre. Attualmente, a ciascun vitello si somministrano in media 250 kg di latte per vitelli in polvere, 350 kg di muesli e 35 kg di fieno tritato. Nel 2020, la quantità di foraggio per chilogrammo di razione equilibrata è aumentata del 150% rispetto al 2012.'' L'animale assimila più ferro dal foraggio, come fieno tritato, che non dal latte per vitelli. Inoltre, il foraggio a fibra lunga, come il fieno, stimola il comportamento naturale dei vitelli, come la ruminazione, favorendo il corretto sviluppo del rumine. Il rumine è una delle quattro cavità dell'apparato digerente del vitello. Grazie al corretto sviluppo del rumine, i vitelli possono digerire meglio gli alimenti, sfruttando tutte e quattro le cavità. La ruminazione, infatti, permette al vitello di assimilare in maniera ottimale tutti i nutrienti di cui necessita.

I vitelli nascono con un tasso di emoglobina basso. Al fine di innalzare i valori di emoglobina, a tutti i vitelli viene somministrata un'integrazione di ferro per tutta la fase di avvio dell'allevamento. Successivamente, se il tasso di emoglobina non raggiunge un valore soddisfacente, i singoli vitelli che lo necessitano ricevono un integratore di ferro.

"Quando si tratta della salute degli animali, non lasciamo nulla al caso. In questo campo non giocano un ruolo fondamentale solo l'allevatore di vitelli, il responsabile di area, il veterinario ed il personale para-veterinario. Anche enti di controllo indipendenti garantiscono il rispetto dei parametri. Per questo, tutti i nostri allevamenti di vitelli partecipano al programma di certificazione di qualità Vitaal Kalf dell'Associazione olandese dell'industria del vitello (SBK)”, precisa Albert. Lo standard di certificazione Vitaal Kalf prevede anche il monitoraggio del tasso di emoglobina nei vitelli. Questo è uno dei parametri oggetto di verifica durante i controlli indipendenti presso gli allevatori di vitelli. I dati relativi ai tassi di emoglobina ed eventuali terapie di integrazione devono essere conservati per cinque anni.

"Tutte queste misure ci permettono di avere vitelli sani. E i risultati lo dimostrano, nella riduzione degli antibiotici e dello scarto. Questi risultati positivi possono essere ottenuti solo con animali sani, vitali, che non presentano anemie" conclude Albert.



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