20-09-2021

Il ruolo del VanDrie Group nel campo della sostenibilità

La sostenibilità è ora più che mai all’attenzione dell’opinione pubblica. Gli obiettivi climatici e il contributo che l’industria deve fornire sono oggetto di numerosissimi dibattiti. Tutto questo va ovviamente a influire anche sulla strategia del VanDrie Group. Ne abbiamo parlato con Marijke Everts (Director Corporate Affairs), per scoprire quale ruolo e quali azioni sta intraprendendo il VanDrie Group.


Cosa significa sostenibilità per il VanDrie Group?
Everts: ‘In quanto soggetto trainante della catena, svolgiamo un ruolo importante nella transizione verso un settore più sostenibile. Da un lato, lo facciamo all'interno della nostra filiera produttiva, dove ci impegniamo a massimizzare il valore dei vitelli, rendere i prodotti più sostenibili, utilizzare materie prime alternative e ottimizzare l’uso dei flussi e del calore residui nel sistema alimentare, realizzando così le nostre ambizioni di un sistema agricolo circolare. D’altro canto, contribuiamo anche agli obiettivi climatici nazionali, attraverso l’applicazione di tecnologie intelligenti e lo sviluppo di soluzioni innovative per ridurre le emissioni in tutta la filiera. Non vogliamo né possiamo fare tutto questo da soli. Per questo investiamo anche in partnership per la conoscenza e con altri portatori di interesse per rafforzare, innovare e rendere più sostenibile la filiera. Facciamo così in modo che ogni attore della filiera lavori in modo sempre più efficiente, con un impatto minore sull'ambiente e meno sprechi.’

Si è parlato molto ultimamente della causa vinta da Milieudefensie contro Royal Dutch Shell. Il tribunale dell'Aia ha recentemente stabilito che Shell deve accelerare la riduzione delle emissioni di CO2. Nel febbraio di quest’anno, Milieudefensie aveva già pubblicato un rapporto in cui indicava, tra i responsabili del probabile mancato raggiungimento degli obiettivi climatici olandesi, anche il VanDrie Group. Cosa significa tutto questo per il VanDrie Group?
Everts: ‘Abbiamo un dovere, e ce ne rendiamo conto anche in quanto azienda a conduzione famigliare. Questo significa che stiamo lavorando attivamente per ridurre il nostro impatto sul clima. Nella strategia aziendale, abbiamo stabilito di voler ridurre le nostre emissioni di CO2 del 49% nel 2030 rispetto al 1990, in accordo con l'accordo sul clima. Ci rendiamo però già conto del fatto che probabilmente saranno necessari degli aggiustamenti. L'Europa ha ampliato le sue ambizioni e non sappiamo quale sarà l’esito della formazione del nuovo gabinetto nei Paesi Bassi. Possiamo muoverci velocemente e siamo intenzionati a farlo. Penso tuttavia che sia importante avere una visione più ampia per la giusta prospettiva.’

Ci spieghi meglio...
Everts: ‘In una discussione, gli argomenti devono essere ben fondati. Il rapporto pubblicato da Milieudefensie si basa su vecchie cifre relative alle nostre emissioni. Inoltre, viene considerata anche la nostra produzione di carne di vitello in Italia e in Francia per le emissioni totali dell’azienda, mentre Milieudefensie si riferisce sempre all’impatto delle emissioni nei Paesi Bassi. In base a un'analisi ambientale effettuata sul settore della carne di vitello nel 2019 e 2020 dalla società di consulenza Blonk, le emissioni di CO2 del VanDrie Group nei Paesi Bassi ammontano a meno della metà di quanto indicato nel rapporto. La società di consulenza ha indicato anticipatamente a Milieudefensie che le cifre utilizzate in questa analisi ambientale erano più recenti e più accurate di quelle utilizzate dall’organizzazione ambientale. Ma non c’è stata alcuna rettifica, purtroppo.’

Eppure il VanDrie Group viene visto come responsabile.
Everts: ‘Capisco molto bene che le attività di un’azienda grande come la nostra vengano seguite con occhio critico. Le nostre dimensioni portano a impatti e responsabilità maggiori. Grazie a innovazione e investimenti stiamo quindi adottando attivamente nuove misure per ridurre e prevenire gli effetti negativi della produzione.

La riduzione delle emissioni di CO2 è uno di questi.
Everts: ‘Dobbiamo muoverci velocemente per ridurre le emissioni. Non sto parlando solo di anidride carbonica (CO2), ma per esempio anche dell’ammoniaca (NH3), il composto di azoto e idrogeno. L'ammoniaca viene rilasciata dal letame. Nonostante una incredibile riduzione delle emissioni di ammoniaca negli ultimi 30 anni, non siamo ancora ai livelli necessari.

Molte innovazioni, come ad esempio i nuovi sistemi di stabulazione, sono attualmente ancora in fase sperimentale. Spero che questi sistemi, caratterizzati da basse emissioni e grande attenzione per la salute e il benessere degli animali, diventino presto un nuovo standard. Si calcola che con questi nuovi sistemi di stabulazione si possa arrivare a una riduzione delle emissioni negli allevamenti di vitelli pari minimo al 60% rispetto al 2019. Sono risultati promettenti, ma purtroppo non è ancora una pratica regolare.’

Grazie a innovazione e investimenti stiamo adottando attivamente nuove misure per ridurre e prevenire gli effetti negativi della nostra produzione. - Marijke Everts

Quali sfide si troverà ad affrontare l’azienda?
Everts: ‘Nell'attuazione della strategia e nella realizzazione delle ambizioni aziendali, a volte ci troviamo di fronte a dilemmi. Scelte difficili, dove lo sviluppo in un settore può significare la stagnazione in un altro. O in cui circostanze impreviste hanno un effetto sugli sviluppi.’

Un discorso un po’ vago, ci può offrire qualche esempio concreto?
Everts: ‘Ovviamente! Nel settore dell'allevamento di vitelli, si prevede che i nuovi sistemi di stabulazione porteranno a una considerevole riduzione dell'ammoniaca. Questa transizione richiederà grandi investimenti, sia da parte nostra che degli allevatori di vitelli. Detto questo, al momento però ci sono pochi sistemi di stabulazione riconosciuti che forniscano riduzioni significative delle emissioni. Allo stesso tempo, il settore deve fare i conti con un quadro giuridico rigido e un sostegno finanziario limitato. Come se non bastasse, gli effetti della pandemia sul settore si fanno chiaramente sentire, il che significa che le risorse finanziarie sono limitate. Nessuna innovazione senza opportunità di investimento. Nessun aumento significativo della sostenibilità senza innovazioni. Come possiamo garantire, nonostante queste sfide, che il settore continui a diventare più sostenibile?’

Ha già una risposta a questa domanda?
Everts: ‘Ci impegniamo a rimuovere gradualmente tutte le barriere a questa transizione necessaria. Lo facciamo in diversi modi, ma senza dubbio la cooperazione e il dialogo con i portatori di interesse, al fine di trovare soluzioni e creare sostegno, è un aspetto fondamentale.

Insistiamo con le autorità nazionali e regionali sull'importanza di una riduzione del carico normativo e di progettare schemi che gli allevatori possano utilizzare per investimenti efficaci su larga scala. Chiediamo anche quadri chiari, con una prospettiva a lungo termine. Non c’è niente di male a porsi obiettivi ambiziosi. Ma c’è bisogno di chiarezza e di calma affinché tutte le parti interessate siano convinte della strategia. Spero che la formazione del nuovo gabinetto olandese dia una prospettiva di fiducia al settore agricolo e fornisca un sostegno adeguato nel percorso di miglioramento attraverso l’innovazione.’



  • This site uses cookies
  • Hide this notification