22-03-2021

Insieme, alla ricerca di materie prime alternative

I mangimi animali occupano una posizione chiave nell’agricoltura circolare. Dal punto di vista di efficienza nutritiva, riutilizzo delle materie prime e riduzione dell’impatto nella filiera produttiva, il dibattito a livello sociale diventa sempre più rilevante. È giunto quindi il momento di approfondire il discorso su materie prime circolari e mangimi animali.


Ne parliamo con Wiebe Mulder, Direttore del reparto Ricerca e Sviluppo del VanDrie Group. 

La maggior parte delle materie prime utilizzate per la produzione di mangimi per animali non sono adatte all’alimentazione umana. Dalla produzione alimentare derivano inoltre sottoprodotti, che vengono poi lavorati nei mangimi per animali. Ne è un esempio il siero, prodotto residuo del processo caseario. Questo viene impiegato ormai da anni nella produzione di mangimi animali. Il miglioramento costante dei processi produttivi comporta, tuttavia, prodotti residui sempre più spesso adatti all’alimentazione umana, che vengono quindi re-immessi nel mercato alimentare. Per i produttori di mangimi animali, questo è uno stimolo a cercare altri flussi residui, che possano essere utilizzati nel proprio settore.  

“Forse non tutti saranno d’accordo”, sostiene Wiebe Mulder, “ma la ricerca di materie prime alternative può essere piuttosto eccitante”. La passione per la ricerca e l’innovazione sono chiaramente visibili sul volto di Mulder. Poi prosegue: “Non è così facile. Le materie prime devono soddisfare criteri molto severi. Non sto parlando solo di sicurezza alimentare. Eventuali materie prime nuove devono anche essere compatibili con le altre, già contenute nel mangime”. Flussi residui alternativi ad elevato tenore proteico non sono, di norma, immediatamente utilizzabili nei mangimi per animali. “La solubilità nel mangime animale non è sempre ottimale e non tutte le fonti di proteine sono ugualmente assimilabili dai vitelli - bisogna ricordare che, per essere efficiente, il mangime deve essere digeribile”. Un alimentazione non idonea ha, ovviamente, conseguenze negative per lo sviluppo del vitello e conduce a prestazioni peggiori dal punto di vista della sostenibilità.  

Per questo motivo, il VanDrie Group vuole continuare a ricercare materie prime alternative e cercare di renderle disponibili più velocemente per l’industria dei mangimi animali. “Abbiamo da poco avviato una ricerca pubblico-privata con Protein Competence Center (PCC), NIZO Food research, Hanze Hogeschool, Hogeschool Van Hall Larenstein, Wageningen University & Research, Mars Petcare e il Duynie Group”.  

Nei prossimi due anni, i ricercatori di questo consorzio elaboreranno strategie per migliorare la digeribilità delle proteine contenute nei prodotti residui di origine vegetale ad alto contenuto proteico. Secondo Mulder, la soluzione va ricercata in piccole lavorazioni delle materie prime. Al momento vengono testate diverse tecniche, come l’utilizzo di enzimi, l’estrusione e l’applicazione di una leggera forza meccanica. Gli enti coinvolti nella ricerca hanno deciso di limitare la ricerca ai cosiddetti “processi leggeri”, che comportano un dispendio energetico limitato. “Se per lavorare una materia prima è necessaria molta energia, questo va a scapito della sostenibilità. Il vantaggio ambientale rappresentato da un migliore utilizzo dei flussi residui sarebbe annullato da un consumo energetico elevato”. Mulder ammette che sostenibilità e ricerca ci pongono sempre di fronte a scelte, anche difficili. Poi precisa, “Ma spesso ne vale la pena”.

“In realtà, l’obbiettivo di questa ricerca non si limita ad una migliore assunzione delle proteine contenute in materie prime alternative di origine vegetale. Essa ha uno scopo molto più ampio. Si tratta infatti di ottenere una maggiore efficienza dell’azoto e una riduzione delle emissioni di anidride carbonica”. Noi annuiamo entusiasti quando Wiebe conclude: “È bello pensare che la nostra ricerca possa contribuire ad una maggiore sostenibilità dell’industria dei mangimi animali. Collaboriamo con i nostri partner, per realizzare un obiettivo comune: arrivare ad utilizzare appieno ed in modo efficiente tutti flussi residui ed i sottoprodotti dell'industria olandese dei mangimi per animali, entro il 2050”. 



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