16-12-2021

La salute animale e la ricerca sono strettamente collegate

Gli ultimi anni hanno visto grandi investimenti da parte della filiera VanDrie nella salute degli animali. Tuttavia, secondo Eelke van der Wal, ricercatore presso il VanDrie Group, la ricerca rimane fondamentale per mantenere la salute animali ai massimi livelli.


In azienda, van der Wal risponde anche al soprannome di Mister Mannheimia. “Mi chiamano così perché sto lavorando a una ricerca sulla polisierosite, un’infiammazione di pleura e peritoneo che colpisce i vitelli ed è causata da un batterio, la Mannheimia haemolytica per l’appunto”, spiega van der Wal con un sorriso.

Negli animali sani, la Mannheimia haemolytica è localizzata nel rinofaringe e intorno alle tonsille. Tuttavia, se gli animali sono sottoposti a grande stress, o se il sistema immunitario è indebolito per via di un'infezione, questo batterio può moltiplicarsi in modo esplosivo nel tratto respiratorio superiore. Parte dei batteri può quindi raggiungere i tessuti polmonari più profondi, dove si incapsulano e diventano impossibili da trattare con gli antibiotici. In una successiva situazione di stress è probabile che i batteri entrino in circolazione nel sangue. Da qui possono causare, in poco tempo, un’infiammazione della pleura e del peritoneo (polisierosite).

Al momento attuale, trattare la polisierosite in modo efficace non è cosa semplice, poiché tra l’insorgere dei sintomi e la morte del vitello passa un tempo relativamente breve, rendendo difficile un intervento tempestivo da parte degli allevatori. Van der Wal: “Nel 2020, l’organizzazione olandese per la salute degli animali (Gezondheidsdienst van Dieren) ha condotto una ricerca sulla composizione genetica della Mannheimia haemolytica. Abbiamo così scoperto che i batteri responsabili delle infezioni da polisierosite non hanno una grande variabilità genetica. Ma al contempo si è registrato anche un aumento degli isolati di Mannheimia (colture) resistenti a diversi tipi di antibiotico.”

La polisierosite può avere due diverse cause. L’ingresso dei batteri nel sangue può essere riconducibile a un’elevata permeabilità polmonare o intestinale, dopodiché l’insorgere dell’infezione nei vitelli è solo una questione di tempo. Il trattamento della polisierosite per via intestinale ha fatto registrare dei successi: “Con un piano di alimentazione mirato siamo riusciti a ridurre notevolmente l’incidenza della polisierosite da infezione batterica intestinale. Il merito in questo caso è tutto di allevatori e responsabili di zona. Infatti è grazie alla collaborazione tra questi due soggetti che è stato possibile ridurre così tanto la percentuale di infezioni per via intestinale.”

Poi prosegue: “Nonostante le conoscenze acquisite su questo batterio specifico grazie alla ricerca del 2020, non sappiamo ancora di preciso come si sviluppa la polisierosite nei vitelli. Non abbiamo ancora trovato la soluzione giusta per la moltiplicazione improvvisa ed incontrollata dei batteri.” Per questo motivo, il settore olandese dei vitelli avvierà nel 2022 una ricerca supplementare. La ricerca, che vedrà la partecipazione di svariate organizzazioni, sarà condotta tra gli altri dall’organizzazione Gezondheidsdienst voor Dieren, da Denkavit (azienda specializzata nell’alimentazione dei giovani animali) e dal VanDrie Group. Si guarderà in particolar modo all’effetto dei fattori aziendali ed alle caratteristiche degli animali, oltre all'influsso dell’allevatore e dei suoi consulenti, sull'insorgenza di eventuali nuove epidemie di polisierosite, ma soprattutto sulla prevenzione delle stesse.

Questa ricerca non si limiterà al settore dei vitelli. Per quanto riguarda la Mannheimia haemolytica c’è infatti un intenso scambio di informazioni tra il settore dell’allevamento da latte e quello dei vitelli. Ciò significa che in questa ricerca si farà uso della tipizzazione di isolati provenienti da ricerche precedenti in entrambi i settori. Van der Wal: “Ricerce di questo tipo contribuiscono alle conoscenze e agli strumenti a disposizione dell’allevatore sia di animali da latte sia di vitelli. Collaborare per migliorare la salute tanto dei vitelli quanto delle vacche adulte è quindi di vitale importanza.”

“Spero che i risultati della ricerca possano tornare utili ad allevatori, responsabili di zona e veterinari. Perché poi lo scopo è sempre lo stesso: arrivare ad un livello ottimale di salute e benessere animale in tutta la filiera, riducendo al massimo malattie e perdite” conclude van der Wal.



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