17-02-2021

Sostenibilità nelle stalle

Entro il 2030, le emissioni nei Paesi Bassi devono scendere sensibilmente. Anche negli allevamenti di bestiame. Il settore dei vitelli si concentra sulla stalla, il luogo in cui è possibile ridurre maggiormente le emissioni di ammoniaca e azoto.


Entro il 2030, le emissioni nei Paesi Bassi devono scendere sensibilmente. Anche negli allevamenti di bestiame. Per questo, il settore dei vitelli si concentra sulla stalla, il luogo in cui è possibile ridurre maggiormente le emissioni di ammoniaca e azoto. La ricerca e la verifica delle nuove soluzioni di stabulazione richiedono però tempo e portano con sé diverse incognite. Perché questi cambiamenti richiedono tanto tempo? Cosa pensano gli allevatori? Henk Bekman dell'Organizzazione Interprofessionale del Settore dei Vitelli (Stichting Brancheorganisatie Kalversector) spiega: “Gli allevatori desiderano una maggiore sostenibilità, ma vogliono essere certi di investire nelle giuste misure.’’

Nei Paesi Bassi, le stalle tradizionali per vitelli sono dotate di pavimenti provvisti di grate, disposte sopra una vasca per lo stoccaggio dei reflui, profonda un metro o più. Spesso lo stallatico rimane nella vasca a lungo. Il letame e l'urina vengono convogliati nella stessa vasca, il che crea le condizioni per la produzione di ammoniaca. L'emissione di ammoniaca mette a rischio la biodiversità negli ecosistemi sensibili alle variazioni di azoto. Si stima che circa il 70% di queste emissioni provenga dalle vasche di accumulo dei reflui. "Per questo, un intervento sulle vasche di accumulo dei reflui sembra essere la strada migliore per ridurre le emissioni", dice Henk Bekman, segretario dell'Organizzazione Interprofessionale del Settore dei Vitelli.

Sistema a nastro trasportatore

Per evitare che gli enzimi dei batteri presenti nel letame possano trasformare in ammoniaca l'azoto presente nell’urina, è importante tenere separati i reflui solidi da quelli liquidi. Bekman fa alcuni esempi di soluzioni per raccogliere lo stallatico in maniera più intelligente. "Si può pensare a vasche di accumulo meno profonde, con fondo inclinato. Il letame si deposita sul fondo, mentre l'urina defluisce. Oppure a una vasca poco profonda, dotata di una pala meccanica e di tubi installati nel fondo, che permettono un deflusso rapido dell'urina. Questo permette una separazione immediata di letame e urina. Con un simile sistema a nastro trasportatore, prevediamo di poter ridurre le emissioni anche dell'80%”.

Queste e altre idee per la riduzione delle emissioni vengono sperimentate, tra l'altro, nei cosiddetti terreni di prova di "Boer aan het Roer" – un'iniziativa di Regio Deal FoodValley. Sui terreni di prova, le aziende pilota possono testare le nuove tecnologie. "L'iniziativa punta sullo stimolo di misure che permettano una riduzione delle emissioni. I test sui terreni di prova permettono di valutare le tecnologie che poi potranno essere introdotte nella pratica.’’

Le pavimentazioni delle nuove stalle saranno più confortevoli e morbide anche per i vitelli, che vi si potranno sdraiare. - Henk Bekman

Più spazio e migliore qualità dell'aria.

Una stabulazione a basse emissioni offre anche maggiori possibilità di trattamento dello stallatico, che può essere trasformato in concimi organici e minerali di alta qualità. Questo rientra appieno nell'economia agricola circolare. Ci sono, poi, dei vantaggi anche sul piano del benessere animale. Un nuovo sistema di stabulazione migliora il clima interno delle stalle, il che assicura una migliore qualità dell'aria per i vitelli. Bekman: "Una bassa qualità dell'aria nelle stalle può essere causa di malattie respiratorie. Questo è proprio uno degli aspetti più critici dell'allevamento dei vitelli”. Inoltre, l'introduzione dei nuovi sistemi di stabulazione assicura più spazio agli animali. Anche le nuove pavimentazioni risultano più confortevoli e morbide per i vitelli, che vi si possono sdraiare.

Ma la creazione di un posto in cui i vitelli possano sdraiarsi, contribuendo contemporaneamente alla riduzione delle emissioni è una sfida complessa. "Le tecniche attualmente in fase di sviluppo e di prova non sono sempre applicabili o comportano altri problemi", spiega Bekman. Ad esempio, pavimenti troppo lisci, su cui i vitelli possono scivolare, o pavimenti che sporcano eccessivamente il manto. Con questo quadro, Bekman delinea uno dei dilemmi della sostenibilità: "Cerchiamo soluzioni integrali, perché un singolo sviluppo non deve essere causa di problemi gravi in altri ambiti", dice.

I dilemmi degli allevatori

Anche gli allevatori hanno compiti gravosi in questa transizione: "Nell'economia aziendale è possibile diventare più sostenibili”. Bekman spiega che gli allevatori costruiscono le stalle per un periodo minimo di utilizzo previsto di dieci anni. Per poter avere un sistema di stabulazione riconosciuto, quindi, gli allevatori dovrebbero sostituire rapidamente le proprie stalle. "Questo comporta dei costi", dice Bekman. Inoltre, l'anno passato è stato un anno difficile dal punto di vista finanziario. “La pandemia ha avuto un forte impatto sul settore dei vitelli. Molti allevatori di vitelli hanno subito grosse perdite. La chiusura della ristorazione ha ridotto di molto la fornitura di carne di vitello, che ha visto anche una riduzione dei prezzi. "Quando sei già in perdita, rimane poco da investire."

Il 2030 si sta avvicinando rapidamente

Bekman sottolinea che il settore dei vitelli desidera fare una svolta verso la sostenibilità. "Ma gli allevatori di vitelli devono avere la certezza di investire nelle giuste misure. Cosa succederebbe se una delle teorie si dimostrasse erronea e, anziché dimezzare le emissioni, le riducesse solo del 5%? Dobbiamo chiederci se l'investimento vale la pena o se dobbiamo cercare altre strade."

Bekman è realistico. "Il tempo stringe. Lo sviluppo e la verifica delle innovazioni richiedono molto tempo, mentre il 2030 è dietro l'angolo”. Ma è anche ottimista: "Non ci siamo ancora ma le prospettive sono buone”.

 



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